Carezze

Il mio recente viaggio napoletano mi ha stimolato una riflessione che vorrei condividere con voi. Quanto è bello che le persone ci sorridano quando ti salutano? Quanto ci scalda il cuore un caffè offerto o un consiglio dato senza volere niente in cambio? La generosità napoletana, la spontaneità della gente mi ha fatta sentire bene perché anch’io, come tutti del resto, ho bisogno di quelle che Berne chiama “CAREZZE”. In analisi transnazionale le carezze si definiscono come “dei riconoscimenti che avvengono tra due persone e che comportano una certa dose di emozione”. Le Carezze possono essere gesti, come un sorriso, una carezza appunto, un abbraccio, un favore, un regalo.. ; ma ci sono anche carezze verbali, come un complimento, un saluto…Le carezze possono essere anche negative quando sono associate a sentimenti sgradevoli ovviamente.
La nostra vita è piena di carezze, ma proviamo a farci qualche domanda a proposito e potremmo sorprenderci di ciò che ci risponderemmo:
Quante carezze nell’arco di una giornata faccio generalmente agli altri?
Quante carezze invece ricevo dagli altri?
Sono più le carezze positive o negative quelle che faccio? E quelle che ricevo?

Potrei andare avanti con altre domande che approfondirebbero l’argomento ma mi dilungherei troppo e, del resto, credo che abbiate capito il punto.
Per concludere però vi lascio il testo di una famosa favola scritta nel 1970 da Claude Steiner, psichiatra, uno dei primi analisti transazionali che si è molto occupato di Carezze :LA FAVOLA DEI CALDOMORBIDI
Per chi di voi ha figli o nipoti può essere una bella e stimolante lettura da fare insieme!

CALDOMORBIDI Pdf

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